The one minute test

Un interessante articolo per aiutarci a capire quanto la nostra comunicazione è condivisa dall’uditorio.
Interessante forse anche a scuola?

The One-Minute Test

un piccolo puzzle geometrico …

Completate un piccolo puzzle online … chi riconoscce da dove viene questo dettaglio decorativo?

//www.jigsawplanet.com/?rc=play&pid=049276deafde&view=iframe

Quando la matematica “gioca” con la pallavolo

ilripassinodimatematica:

Personalmente amo molto la pallavolo, è uno dei miei sport preferiti… sarò curiosa di sapere gli esiti di questo lavoro, ma non vi confido il mio pensiero a riguardo! Voi cosa ne pensate?

Originally posted on OggiScienza:

7492b00a-5eda-42a8-863d-21e11d4f12e9__O
RICERCA – Forse il connubio matematica e pallavolo può sembrare azzardato, ma non è quello che pensa lo staff tecnico del Calzedonia Verona, squadra di volley maschile che milita in serie A1.

La società del Bluvolley Verona ha deciso di collaborare con Moxoff, spin-off del Politecnico di Milano, per migliorare le proprie prestazioni di gioco con l’aiuto della tecnologia.

Moxoff è una società che raccoglie ingegneri specializzati nello sviluppo e nell’applicazione di modelli matematici e numerici. Il progetto che vede coinvolte queste due realtà apparentemente così lontane prevede diversi momenti: una prima fase di raccolta dei dati, una loro elaborazione e infine l’applicazione delle conclusioni raccolte per ottimizzare la resa della squadra sul campo da gioco.

Per analizzare i gesti tecnici dei giocatori, a partire dai fondamentali come battuta e ricezione, Moxoff si basa sul tracciamento di alcuni punti di interesse individuati sul corpo degli atleti. I pallavolisti…

View original 127 altre parole

Medieval Speech Bubbles

ilripassinodimatematica:

Si dice che ” tutto il mondo è paese ” … Vale anche per le epoche storiche ! Ecco un bell’articolo che svela la passione per lo storytelling e il fumetto anche nel lontano medioevo. Approfittiamone, ora che è di moda il vintage!!!

Originally posted on medievalbooks:

This blog frequently highlights parallels between medieval and modern technology and media. My recent posts on SpamGPS and Selfies in medieval times are good examples of that. As odd as this may sound, as a medieval book historian I see such parallels with modern concepts all the time: all you need is a pair of eyes and a little imagination. A few days ago, however, I encountered (and tweeted) a parallel I had never seen before: a drawing with the appearance of a page from a modern comic book (Fig. 1, tweet here).

British Library, Stowe 49 (14th century) Fig. 1 – British Library, Stowe MS 49, fol. 122r (c. 1300) – Source

The drawing from c. 1300 shows a group of people walking, some of them with a walking stick in their hand. You can almost hear the sing-songs in the background. As it turns out, this merry scene bears more than one parallel to a modern comic book story.

Speech bubbles
According to the description of…

View original 932 altre parole

La dualità quantistica colta in flagrante

ilripassinodimatematica:

interessante e divertente articolo!

Originally posted on OggiScienza:

RICERCA – Nell’anno mondiale della luce, Luca Piazza e il gruppo diretto da Fabrizio Carbone al Politecnico federale di Losanna hanno avuto un’idea geniale per fotografare la luce sia come onda che come particella.

Finora si intercettava l’onda o i fotoni, il risultato era deciso a priori dello strumento scelto per effettuare la misura anche se, teoricamente, la scelta si poteva ritardare e incrociare le dita. Per riuscire a riprendere entrambe, si fa così. Ups, link sbagliato. Si fa così: su un nanofilo d’argento sospeso nel vuoto sopra una striscia di grafene, si spara un impulso laser che aggiunge energia alle particelle cariche dell’argento. Queste si agitano, spediscono la luce del laser in due onde che vanno in direzione opposta, avanti, indietro. Quando s’incontrano, si uniscono in un’onda stazionaria, una sorta di solitone.

Arrivati a questo punto, per distinguere i fotoni, occorre circondare il nanofilo con elettroni che, passando…

View original 134 altre parole

Il cervello che compensa per autismo, OCD, dislessia

ilripassinodimatematica:

Un interessante studio sui disturbi dell’apprendimento. Dopo averlo letto, sorgono spontanee alcune domande…

Originally posted on OggiScienza:

14599057094_8e82e0e482_zSCOPERTE – Disturbi dello spettro autistico, disturbo ossessivo compulsivo, sindrome di Tourette, dislessia, disturbo specifico del linguaggio (DSL). Tutte le persone che soffrono di uno di questi disordini del neurosviluppo hanno qualcosa in comune: si tratta della memoria dichiarativa (chiamata anche memoria esplicita), un sistema estremamente potente che, nel cervello, cerca di compensare per quello che non funziona.

L’ipotesi arriva dal neuroscienziato Michael Ullman, direttore del Brain and Language Laboratory di Georgetown, che ha pubblicato le sue scoperte su Neuroscience & Biobehavioral Reviews. Secondo Ullman questa compensazione permette alle persone autistiche di imparare una sorta di “copione” per gestire le situazioni sociali. Permette alle persone che soffrono di ocd o di sindrome di Tourette di controllare le proprie compulsioni e tic nervosi, e a chi invece combatte contro la dislessia e il DSL di trovare una qualche strategia per gestire la lettura e i problemi nel linguaggio.

“Ci sono…

View original 324 altre parole

Digital Story Telling per Expo 2015

Sono ancora aperte fino al 9 di febbraio le iscrizioni al concorso nazionale PoliculturaExpoMilano2015 , concorso di Digital Storytelling sui temi di Expo organizzato dal Politecnico di Milano con Expo S.p.A.

La competizione è aperta a tutte le scuole di ogni ordine e grado e chiede di sviluppare un’attività didattica collegata al tema dell’Esposizione Universale e di derivare da essa una narrazione multimediale (utilizzando uno strumento messo a disposizione dal Politecnico di Milano).
Per approfondire i temi di Expo e del Digital Storytelling, il Politecnico di Milano mette a disposizione corsi di formazione online gratuiti, accessibili al sito http://www.dol.polimi.it/mooc

Per iscriversi al concorso è necessario compilare il modulo di iscrizione online disponibile sul sito internet http://www.policulturaexpo.it .

info: policultura@polimi.it

Buone feste!

Buone feste e buona pausa di ristoro fisico e spirituale a tutti.
Arrivederci nel nuovo anno … Con il pi-Day a 5 cifre e l’Expo alle porte !
:)

I pro e i contro della flipped classroom

Si sente sempre più frequentemente parlare della didattica secondo il modello “flipped classroom”. Forse non tutti sanno di che cosa si tratta e per certi versi ci si può chiedere se sia così necessario catalogare sistematicamente le diverse modalità comunicative che possono intervenire nel complesso dialogo tra i docenti e la classe nel processo educativo, per poi trovarsi più o meno discutibilmente a fare classifiche o a imporre arbitrari aut-aut tra le une e le altre.

Ho trovato questo articolo che spiega in modo semplice e chiaro che cos’è una “flipped classroom”, illustrandone in modo molto obiettivo ed equilibrato i pro e i contro.

Ve lo propongo e sentitevi liberi di commentare con le vostre opinioni a riguardo.

Da parte mia le considerazioni di fondo sono le seguenti:

– il buon metodo di lavoro non è sufficiente se non c’è la qualità delle persone e la qualità dei materiali didattici
– non si dovrebbe escludere di principio alcun metodo comunicativo o di insegnamento ma tutti andrebbero utilizzati nel momento giusto e nel modo giusto, secondo una sensibilità che nessun manuale può insegnare

Buona lettura :)

http://dida.orizzontescuola.it/news/cos%E2%80%99%C3%A8-una-flipped-classroom-e-come-cambia-l%E2%80%99insegnamento-all%E2%80%99interno-di-essa

Matematica interculturale

Navigando sul web è possibile scoprire quello che fino a pochi anni fa potevamo soltanto immaginare… ad esempio: com’è la matematica in altre parti del mondo, in altre culture?
Sarà scritta in modo diverso, o insegnata in modo più “esotico”, o più pittoresca, o …

Fortunatamente, la matematica è un linguaggio a sé stante, spesso non ha bisogno di molte traduzioni per farsi capire da un capo all’altro del mondo. E girando il mondo (almeno in quel tour virtuale che i social media ci propongono), scopriamo che là, dove la lingua è per noi astrusa, piena di caratteri che non sapremmo nemmeno come pronunciare, la matematica è “come la nostra”: si imparano le stesse cose, si usano gli stessi teoremi, si arriva agli stessi risultati …
Un po’ delusi come quei turisti che non trovano quello che si immaginano di dover trovare, ci chiediamo, allora, se la “matematica interculturale” in realtà sia una finzione, qualcosa di inesistente che ci siamo inventati per passare il tempo.

Si e no, potremmo rispondere: da una parte si può prendere lo spunto della matematica per fare dell’educazione interculturale, “colorando” la materia con spunti interdisciplinari di approfondimento storico, o di costume.
Ma dall’altra, più ampliamo la nostra visione del mondo, più ci possiamo rendere conto che una differenza, in realtà, c’è, e anche importante: soltanto, abbiamo cercato dalla parte sbagliata!

Si imparano le stesse cose, certamente. Quello che cambia è molte volte il modo in cui si insegnano.

Ci sono (vaste) regioni della Terra dove le dita cominciano a contare prima della lingua: anche il modo di pensare la matematica sarà diverso. Anzi, forse la matematica sarà molto meno “pensata” di quanto siamo soliti dare per scontato!

Ci sono culture in cui l’evidenza della figura è facilmente assunta a dimostrazione: molto distante dal rigore assiomatico di cui l’Italia sembra rappresentare quasi un’eccellente eccezione. Ebbene si: possiamo considerarci una “particolarità culturale” anche noi, se spostiamo il baricentro del sistema in un altro punto qualunque che non sia il nostro.

Meglio o peggio? Sicuramente la tradizione di rigore formale che ci distingue aiuta a tramandare integra la visione della materia. Il rovescio della medaglia è che il complesso apparato logico necessario per avvicinarsi con questo approccio alla matematica rende tradizionalmente molto “elitaria” la disciplina: le facoltà di matematica si possono accontentare di aule relativamente piccole!
Altri approcci forse perdono di rigore formale, rischiano di perdere in precisione, ma permettono un uso rapido delle applicazioni dei concetti.
Alla nostra didattica della matematica, manca ancora la visione d’insieme tra teorico e applicato: la matematica “numerica”, quella “applicativa” o “applicata”, viene sommessamente insegnata come un sovrappiù nelle aule degli indirizzi tecnici della scuola superiore. Le tanto detestate prove invalsi, che le si ami o le si odi sicuramente dimostrano che manca molto, nella didattica corrente, la traduzione nel reale, il contatto con la realtà.

Può essere utile a questo scopo andare a cercare cosa si insegna dall’altra parte del mare? Magari no, magari sì. Ognuno risponda come meglio ritiene a questa domanda. Senza che sia necessariamente una risposta, qui di seguito propongo un assaggio di aritmetica “in lingua turca” che meritatamente sta spopolando sul web:

… quando si dice: “contare con le dita”!

OggiScienza

La ricerca e i suoi protagonisti

JAPANESE MYTHOLOGY & FOLKLORE

Just another WordPress.com site

INGVterremoti

l'informazione sui terremoti

3010tangents

The class blog for Math 3010, fall 2014, at the University of Utah

WordPress.com

WordPress.com is the best place for your personal blog or business site.

The World's Paths

Breathing hard, making hay. Yeah, this is living (Unthought Known, Pearl Jam)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

CompassUnibo blog

Il blog del corso di laurea magistrale Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale - Comunicazione Pubblica e d'Impresa - Alma Mater Studiorum - Università di Bologna

Articoli di astronomia

Appunti, note, fogli sparsi di astronomia ed astronautica

Cartoni animati in corsia

giovani pazienti animatori

ilripassinodimatematica

navigando tra le nuvole del pensiero matematico

LABADEC

"Non dovremmo preoccuparci di come bisogna fare per fare scuola, ma solo di come bisogna essere per poter insegnare.…"

Attraverso lo Specchio...

e quel che Madailein vi trovò.

"Matematicandoinsieme" di Maria Cristina Sbarbati

La fantasia è più importante del sapere!

Books Around The Table

A potluck of ideas from five children's book authors and illustrators

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 659 follower